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''Sono lacrime di preoccupazione''
31/01/2005
ore 18:34
Padre Flavio Ubodi, membro della Commissione Teologica parla di come si sia
arrivati a dichiararlo un miracolo. Tra i messaggi del fenomeno anche un
misterioso collegamento con Fatima
di MARCO SETACCIOLI
Alla vigilia del decimo anniversario dalla prima lacrimazione della Madonnina di
Civitavecchia, continuano ad emergere particolari e misteri riguardanti questa
controversa vicenda, tornata alla ribalta della cronaca nazionale.
Questa mattina i coniugi Gregori hanno infatti partecipato a “Piazza Grande” la
trasmissione di Raiuno condotta da Giancarlo Magalli. Una presenza, la loro,
annunciata fin dall’inizio della puntata, alla quale sono stati dedicati i 15
minuti conclusivi della trasmissione.
A parlare è stato come sempre Fabio Gregori, che, senza mai lasciare la mano di
sua moglie Annamaria, seduta accanto a lui, ha ripercorso nuovamente gli eventi
di quel 2 febbraio 1995, quando sua figlia Jessica, allarmata e sconvolta, gli
comunicò che la statuina della Madonna, conservata nel loro giardino e alla
quale lei teneva al punto di portarle quasi ogni giorno fiori e doni, aveva
iniziato a piangere sangue.
Nulla di nuovo, quindi, rispetto a quanto già detto nel corso della puntata del
programma Porta a Porta, quando si parlò anche delle 13 lacrimazioni avvenute
nel giardino di casa Gregori, delle 96 apparizioni della Madonna a diversi
membri della famiglia e della nuova effigie della Vergine, posizionata in luogo
di quella che ormai è conservata nella vicina Chiesa di Pantano, la quale
trasuderebbe una sostanza oleosa e profumata, come documentato anche da un
filmato.
Alcune nuove informazioni sono invece state fornite da padre Flavio Ubodi,
docente di Sceinze Teologiche a Civitavecchia e membro della commissione
teologica che ha esaminato il caso della Madonnina, anche lui presente in studio
da Magalli, il quale ha ripercorso per la prima volta le varie tappe che hanno
portato la Commissione a concludere che doveva trattarsi di un miracolo.
«Abbiamo ascoltato circa 40 o 50 testimoni – ha detto il sacerdote – tutti
presentatisi spontaneamente dopo aver assistito ad almeno una delle lacrimazioni
ed aver visto formarsi la lacrima». Padre Ubodi ha poi spiegato che il lavoro
della commissione è stato dunque quello di interrogarsi sulle reali origini del
fenomeno. «La prima ipotesi – ha detto – è stata che all’interno della statuina
potesse esserci un congegno che permettesse la lacrimazione, ma abbiamo dovuto
escluderlo, perché ad una attenta analisi, è apparsa compatta e priva di
cavità». Secondo il sacerdote, una volta scartata l’eventualità della “causa
interna” si sarebbe presa in considerazione l’idea di un “ingegno esterno”. Gli
sforzi della Commissione Teologica sarebbero a quel punto stati indirizzati a
vagliare eventualità quali la sostituzione della statua, la “proiezione a
distanza delle lacrime” e l’allucinazione, tutte però scartate.
«Una volta rimasta solo la soluzione del soprannaturale – ha poi proseguito
padre Flavio - ci si è dunque trovati a dover accertare se l’origine del
fenomeno fosse miracolosa o diabolica».
La seconda ipotesi sarebbe stata fortunatamente scartata dopo un intervento di
alcuni esorcisti, i quali avrebbero dunque decretato l’assoluta assenza di
influenze malefiche. Di qui la conclusione che si sarebbe trattato di un
miracolo, del quale tuttavia si doveva cercare di carpire il significato.
I messaggi contenuti nel fenomeno, sempre secondo quanto detto da Padre Ubodi,
sarebbero più di uno e consisterebbero in una serie di “preoccupazioni” della
Vergine. Tra queste ci sarebbe quella per la disgregazione delle famiglie, per
la pace del mondo (messa a rischio dall’uomo), per la Chiesa ed in particolare
per i rapporti interni al clero, e per le famiglie, che sono scarsamente
evangelizzate. Un ultima misteriosa affermazione del sacerdote infine richiama
un non meglio precisato collegamento con i misteri di Fatima, che non andrebbe
ricercato solo nella comune località di provenienza delle due statue,
Medjugorje, ma in «motivazioni più profonde». Articolo di
http://www.civonline.it/
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